FederAlberghi Sicilia: 13 anni di riconferme, 13 anni di fallimenti per Comiso e per il territorio. La classe rappresentativa regionale ha perso la bussola

Il Comitato per la Difesa dell’Aeroporto degli Iblei-Comiso prende atto dell’esito dell’assemblea regionale di Federalberghi Sicilia. La riconferma degli stessi dirigenti ai vertici è la fotografia di un sistema che ha scelto l’autoconservazione invece della responsabilità.

Dopo 13 anni di gestione, i dati parlano chiaro. Per l’aeroporto di Comiso, per la provincia iblea, per il turismo della Sicilia orientale, il bilancio è negativo.

Sull’aeroporto di Comiso:
Comiso doveva essere il motore della connettività per il sud-est. In 13 anni è rimasto un aeroporto a intermittenza. Rotte strategiche assenti, programmazione discontinua, nessuna difesa concreta delle direttrici fondamentali per il territorio.

Sul territorio ibleo:
Ragusa ha potenziale turistico, identità culturale, imprese che investono. In 13 anni la rappresentanza della categoria non ha ottenuto una visione condivisa, non ha ottenuto una strategia per la destagionalizzazione, non ha ottenuto un coordinamento reale tra voli, ricettività e promozione. Il comparto è stato lasciato senza bussola, in balia di logiche frammentate e di scelte che non rispondono alle esigenze del territorio.

Sulla classe rappresentativa regionale:
La governance di Federalberghi Sicilia si è consolidata in una dinamica autoreferenziale. Gli stessi nomi, gli stessi tavoli, le stesse dichiarazioni. Nel frattempo, le imprese hanno fatto i conti con la stagionalità, con la mancanza di collegamenti, con l’assenza di un progetto unitario per la Sicilia.

Questa è la prova di un conflitto di interessi strutturale: chi decide ai tavoli regionali rappresenta solo una parte della filiera, ma condiziona le scelte che impattano su tutto il settore.

Il turismo non si governa con le riconferme. Si governa con rotte, con numeri, con politiche di accesso. Su questi tre punti, in 13 anni, la rappresentanza locale ha fallito ..

il territorio non ha bisogno di nuovi comunicati. Ha bisogno di una governance plurale, trasparente, capace di mettere al centro aeroporti, territorio e imprese.

Il tempo delle autocelebrazioni è finito. Il tempo delle responsabilità è iniziato.